LA NOTIZIA: INFLAZIONE TIENE,CARO-VACANZE PREOCCUPA(ORE 19)

(AGI) - Roma, 30 ago. - Il petrolio va in altalena tra i massimi ma l’inflazione in Italia tiene anche se tra esercizi e consumatori si scatena una polemica sul caro-vacanze.
La buona notizia arriva stamane dall’Istat che ha rilevato in via preliminare i dati di agosto in cui l’indice tendenziale ha registrato un aumento del 2,2%, lo stesso di luglio, mentre la crescita congiunturale e’ stata pari allo 0,2%. Anche la Confcommercio fa notare che le tensioni inflattive legate ai rincari dei prodotti energetici sono state molto contenute.
Eppure, dati disaggregati alla mano, gli aumenti del mese dedicato alle vacanze sembrano essere ancora rilevanti. Ricreazione, spettacoli e cultura sono lievitati dello 0,8%, salgono anche i trasporti (+ 0,4%), i prodotti alimentari e le bevande analcoliche (+ 0,3%). Variazioni nulle nei capitoli abbigliamento e calzature e istruzione, con decrementi nei capitoli comunicazioni (-0,6%), servizi sanitari e spese per la salute (-0,1%). Ma e’ ancora caro prezzi per i capitoli abitazione, acqua elettricita’ e combustibili (+ 6,1%), bevande alcoliche e tabacchi (+ 5,1%). Le associazioni dei consumatori pero’ non ci stanno all’ipotesi dei prezzi stabili. “Solo per l’Istat l’inflazione e’ rimasta stabile, per noi, ma soprattutto per le famiglie italiane la realta’ dei prezzi e delle tariffe e’ un’altra cosa”, scrive in una nota la Federconsumatori. Mentre l’Adiconsum chiede un incontro con il Governo in vista di possibile impennate di tariffe e prezzi.
Nel mirino soprattutto i rincari delle voci legati alle vacanze “che sempre meno le famiglie italiane si possono permettere di fare”. Anche il Codacons vede come illusorio il dato che vede l’inflazione stagnante ad agosto. “I prezzi stabili al 2,2 ad agosto sono solo una illusione dovuta agli esercizi commerciali in gran parte chiusi in questo mese per le ferie estive”. In effetti, nonostante il 2,2% congelato, ma alla voce vacanze i prezzi volano. Quelli degli stabilimenti balneari sono cresciuti dell’11,3%. E non e’ andata meglio a chi ha scelto la vacanza in tenda: il costo dei campeggi e’ aumentato del 10,8%. Incrementi di prezzo si sono registrati anche per i pacchetti vacanze (+3%). Un piccolo risparmio si e’ avuto invece per il trasporto aereo, in calo del 2,6% rispetto ad agosto 2005. Gli economisti pero’ avallano la tesi della tenuta dei prezzi e dall’istituto Ref.Irs fanno sapere che gli aumenti del comparto vacanze in fondo “rispecchiano gli andamenti stagionali”.
Intanto l’Ugl chiede addirittura di ‘riscrivere’ il paniere Istat: “Una stabilita’ che probabilmente vede solo l’Istat, ma della quale le famiglie non sembrano accorgersene”, ha commentato m i dati di oggi il segretario confederale dell’Ugl, Paolo Segarelli. “La realta’ che si presenta agli italiani, soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati monoreddito - continua Segarelli - e’ quella di una crescente difficolta’ a far quadrare i conti”.
Ma mentre sale la polemica gli aumenti del caro-vacanze segnalati dalla stessa Istat nei dati disaggregati non convincono gli imprenditori balneari. “Ci sorprendono e ci convincono poco i dati relativi all’aumento tendenziale dell’11,3% dei prezzi degli stabilimenti balneari nel mese di agosto”, afferma Riccardo Borgo, presidente del Sib (Sindacato italiano balneari). “I dati in nostro possesso sono di altra natura: valutiamo nel 50% gli stabilimenti balneari che non hanno comunicato alle regioni di competenza le tariffe relative al 2006 - continua Borgo - cio’ comporta l’obbligo di applicare quelle in vigore nell’anno 2005″. “Alla luce delle indicazioni che abbiamo dato ai nostri associati - spiega il presidente Sib - ci sembra impossibile raggiungere un tasso medio di crescita a due cifre”. “In ogni caso - prosegue Borgo - poiche’ il dato Istat ci preoccupa, stiamo predisponendo meccanismi che ci consentano di valutare con assoluta attendibilita’ i costi del nostro settore, consapevoli che, proprio per l’importanza che il comparto balneare ricopre nel complesso del sistema turistico italiano, abbiamo la necessita’ di evitare che lievitazioni non motivate creino allarme, disagio, caduta di competitivita’ e immagine”. (AGI)
Tig