LA NOTIZIA: INVIATO ONU IN BIRMANIA, ANCORA SCONTRI (ORE 19)

(AGI) - Roma, 29 set. - Nel giorno dell’arrivo in Birmania dell’inviato speciale dell’Onu, Ibrahim Gambari, le strade di Yangon, cinte nello stato d’assedio, sono apparse piu’ tranquille rispetto al campo di battaglia dei giorni scorsi. Presidiate le principali arterie da centinaia di soldati, chiusi i principali monasteri, in due scontri le truppe hanno manganellato e disperso i dimostranti. E secondo quanto riferito all’emittente dell’opposizione, Radio Mizzima, da fonti dell’ospedale di Kyimyidine, negli scontri e’ rimasto ucciso anche un bambino.
Il ‘giro di vite’ deciso dalla giunta per soffocare le dimostrazioni ha avuto il risultato visibile di riportare la calma nelle strade. La protesta, gia’ venerdi’ visibilmente soffocata, oggi e’ apparsa solo in forme sporadiche. La polizia ha sparato colpi d’avvertimento per disperdere un assembramento di circa 500 persone al mercato di Bagyoke Aung San, meta turistica nota come Scott’s Market, dove un numero imprecisato di manifestanti e’ stato arrestato. Al vicino ponte Pansoedan, sempre nel centro della citta’, si e’ formato un altro gruppo, un centinaio di persone, che appena ha iniziato ad applaudire e’ stato caricato da una cinquantina di uomini delle forze di sicurezza e cinque persone sono state trascinate via dagli agenti. Ma ben poca cosa rispetto alla mobilitazione dei giorni precedenti. Intanto, pero’, almeno una trentina di monaci, degli oltre 1.000 arrestati, hanno cominciato uno sciopero della fame (monaci che erano stati arrestati durante la prima offensiva lanciata dai militari contro i principali monasteri della capitale e di altri centri a nord del Paese).
Gambari, subito dopo l’arrivo all’aeroporto di Yangon, si e’ incontrato con funzionari dell’Onu, e poi, secondo fonti ufficiali, e’ stato immediatamente trasferito a Naypyidaw, la cittadella blindata in mezzo alla giungla, che la giunta del generale Than Shwe ha trasformato nella nuova capitale. Incerto l’esito della missione. Il rappresentante per la Birmania del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, non visitava il Paese asiatico dal novembre del 2006, perche’ la giunta militare gli negava da un anno il visto d’ingresso. Gambari ha portato ai generali birmani il messaggio di moderazione e dialogo chiesto dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. L’incognita e’ capire se l’ex diplomatico nigeriano riuscira’ a dissuadere la giunta dall’utilizzo della violenza e la convincera’ a rimettere in liberta’ gli arrestati e a rispondere alle domande della popolazione.(AGI)
Bia