BHUTTO: BELLONI, ALLERTATI GLI ITALIANI CHE VIVONO IN PAKISTAN

(AGI) - Roma, 28 dic. - Sono tra i 200 e i 250 gli italiani che attualmente si trovano in Pakistan. Dopo l’assassinio di Benazir Bhutto, l’Unita’ di crisi della Farnesina ha cercato di contattarli e di consigliare loro di rientrare in Italia. “Abbiamo cercato di contattarli tutti e abbiamo loro suggerito di trascorrere questo periodo di vacanze in Italia”, ha spiegato all’Agi, Elisabetta Belloni, responsabile dell’Unita’ di crisi, “si tratta prevalentemente di operatori di Organizzazioni non governative che lavorano nel settore umanitario e di dipendendenti di imprese private, oltre ai nostri rappresentanti diplomatici”. “A coloro che vogliono rimanere”, ha continuato, “abbiamo consigliato di evitare le manifestazioni e di tenersi lontano dalle sommosse che stanno esplodendo, soprattutto a Karachi, a causa della crescente tensione che nel Paese ha fatto seguito all’uccisione di Bhutto”. Secondo i dati della Farnesina, la comunita’ italiana in Pakistan e’ concentrata nella capitale Islamabad e a Karachi, ma vi sono alcuni connazionali che vivono proprio a Rawalpindi, la citta’ dove l’ex premier e’ stata uccisa.
Per quanto riguarda la matrice dell’attentato, secondo Belloni, e’ “ancora presto” per avere un’idea chiara sui responsabili: “Di certo”, ha spiegato, l’attacco “fa parte di una serie di attentati che ha colpito la comunita’ sciita del Pakistan, una minoranza che rappresenta il 20-25 per cento della popolazione totale e di cui faceva parte anche Bhutto”. Si tratta - ha concluso - di “una strategia annunciata gia’ da il numero due di al Qaeda, Ayman al Zawahiri” che, piu’ volte nei suoi messaggi, ha invitato i sunniti a colpire gli sciiti. (AGI)
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