TURISMO:TOUR OPERATOR E GIORNALISTI USA INCONRANO AGENTI SARDI

(AGI) - Cagliari, 30 apr. - In attesa che il prossimo autunno arrivino dagli Stati Uniti a Cagliari 300 operatori turistici per l’Italy Symposium, evento che viene programmato da otto anni e che per la prima volta i svolgera’ nell’isola, 15 giornalisti e 17 tour operator americani in rappresentanza di 20.000 agenzie di viaggio, sono in Sardegna per una visita che si concludera’ il 4 maggio prossimo. Il loro obiettivo e’ testare e preparare il terreno per poter proporre un ventaglio di offerte turistiche da offrire ai clienti d’oltreoceano. L’iniziativa, che rientra nelle attivita’ di promozione volute dall’assessorato regionale del Turismo, consentira’ agli ospiti stranieri di assistere domani alla festa di Sant’Efisio e successivamente di far tappa anche a Pula, Nora, Villasimius, in Costa Smeralda e infine in Barbagia dove potranno ammirare le bellezze della valla di Lanaittu. Da stamane i tour operator stanno incontrando circa 50 agenti turistici sardi. Gli Usa hanno un potenziale di 300 milioni di utenti e le piu’ importanti agenzie riescono a portare in Italia piu’ di 500 mila turisti ogni anno. Sempre piu’ frequentemente tanti, dopo aver fatto la classica tappa a Roma, vengono dirottati anche nell’isola. Il soggiorno medio di un turista americano sul territorio nazionale e’ di due settimane. Le presenze si attestano intorno ai 7 milioni 500 mila.

“Il 53% degli americani - ha spiegato Riccardo Strano, direttore Enit del Nord America - preferiscono viaggiare in Europa e di questi il 19% predilige l’Italia perche’ attratto dalla cultura, dalle tradizioni e dai prodotti tipici. Bisogna sfatare il luogo comune che vuole il turista statunitense interessato solo allo shopping. In realta’ sono persone molto preparate e che richiedono un ampio ventaglio di proposte”.

Dello stesso parere anche Mauro Galli, responsabile dell’associazione dei tour operator americani per il mercato italiano che controlla il 70% del traffico tra Italia e Stati Uniti. “L’americano non e’ un turista difficile ma, al contrario, vuole avere un’esperienza complessiva che gli consenta di conoscere la gente, l’arte, la cultura, il folclore oltre la bellezza del mare”. (AGI)

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