CULTURA: DI DALMAZIO, SETTORE ESCA DA LOGICA CAMPANILE
(AGI) - L’Aquila, 29 giu. - Sette madonne salvate dal Museo nazionale dell’Aquila in giro per sette musei d’Abruzzo a testimoniare la ripresa della vita culturale dell’Abruzzo dopo il sisma del 6 aprile. Si muove su questo obiettivo principale l’iniziativa ‘Terra Madre Abruzzo’ promossa da Legambiente, Regione Abruzzo, ministero dei Beni culturali e Icom presentata oggi nel corso di una conferenza stampa. Dal 29 giugno al 18 luglio sette musei regionali accoglieranno a turno l’arrivo di una statua salvata dal Museo nazionale dell’Aquila ospitato, prima del sisma, al Castello Cinquecentesco e ora trasferito al museo di Celano. In ogni museo prescelto sara’ predisposta una stanza, accessibile gratuitamente a tutti, che accogliera’ la madonna salvata, con allestimenti video che illustreranno le operazioni di salvataggio da parte dei volontari di Legambiente. Si parte oggi pomeriggio dal museo civico archeologico di Teramo con l’esposizione della Madonna col Bambino dei primi decenni del XV secolo. Il viaggio culturale di una parte importante del Museo nazionale dell’Aquila tocchera’ poi i musei di Pescara (Museo delle Genti d’Abruzzo e Casa natale di Gabriele D’Annunzio); di Chieti (Museo archeologico nazionale La Civitella e Museo archeologico di Villa Frigerj); di Celano (Museo preistorico di Paludi); di San Buono (Museo per l’arte e l’archeologia del vastese); di Francavilla al Mare (Fondazione Museo Michetti). L’assessore alla Cultura, Mauro Di Dalmazio, ha parlato di ‘iniziativa importante per iniziare a ricucire un tessuto culture ferito dal sisma’. Ma l’assessore Di Dalmazio, nel presentare ‘Terra Madre Abruzzo’, ha voluto porre l’accento su quella che sara’ la politica culturale dell’Abruzzo. ‘L’impegno della Regione Abruzzo - ha detto Di Dalmazio - sara’ quello di fare in modo che tutti gli attori impegnati nel settore riescano a creare una rete, a fare sistema. Quello che voglio - ha aggiunto l’assessore - e’ uscire dalla logica dell’autoreferenzialita’ della cultura, dalla logica del piccolo orticello, dalla logica che porta a coltivare campanilismi istituzionali e territoriali sterili per farli invece diventare veramente localismi virtuosi e peculiari. Noi, in questo senso, vogliamo mettere un impegno straordinario per far si’ che questo recupero identitario possa fungere da trampolino di lancio per costruire progetti culturali che segnino una precisa strategia di rilancio’. (AGI)
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