CAROCIBO: ACQUA MINERALE INCIDE PER 10% SU COSTO DIETA ADULTO

(AGI) - Bologna, 27 nov. -In ottobre un uomo adulto che segue una dieta tipo che gli assicura il quantitativo necessario di calorie (2.300 calorie al giorno) e che consuma, come i dietologi consigliano, un litro e mezzo di acqua al giorno ha sostenuto una spesa settimanale di 4,3 euro per l’acqua minerale pari al 9,66 % della sua spesa settimanale per l’alimentazione. Questo dato risulta dall’indicatore ‘carocibo’ di ottobre, elaborato in collaborazione tra la Facolta’ di Agraria dell’Universita’ di Bologna, Last Minute Market, spin-off accademico dell’Universita’ di Bologna ed Econometrica, societa’ di studi economici e comunicazione. Nella rilevazione considerata, la spesa per l’acqua minerale e’ assai rilevante. Tanto piu’ se si considera che il costo di un litro di acqua fornito dai rubinetti domestici e’ dell’ordine di 0,0015 euro al litro e che diverse analisi pubbliche e indipendenti dicono che l’ ‘acqua di casa’ in Italia e’ di buona/eccellente qualita’ e sicura ovunque. La differenza in termini economici e’ veramente notevole - sostiene Andrea Segre’, preside della Facolta’ di Agraria dell’Universita’ di Bologna e presidente di Last Minute Market - ma anche l’impatto sull’ambiente dell’utilizzazione di acqua minerale non e’ irrilevante. Basti pensare al consumo di carburante dei camion che trasportano l’acqua minerale spesso a centinaia di chilometri dal luogo di produzione ai supermercati di tutta Italia. Vi e’ poi il problema dello smaltimento delle bottiglie di plastica usate e il conseguente rilascio di anidride carbonica, uno dei gas responsabili dell’effetto serra - aggiunge Segre’. Dall’elaborazione di ‘carocibo’ emerge anche una forte variabilita’ a livello territoriale dell’incidenza della spesa per l’acqua minerale sul totale della spesa per l’alimentazione. Sempre considerando la dieta tipo per un uomo adulto, si passa dal 6,08 dell’Umbria al 12,53% del Molise e, in termini assoluti, dai 2,31 euro a settimana dell’Umbria ai 5,46 euro della Val D’Aosta. Segnali - conclude Andrea Segre’, ricordando la recente controversia sulla privatizzazione dell’oro blu’ - di un’Italia ‘da bere’ molto variegata sia dal punto di vista del consumo e della relativa spesa che da quello del costo delle tante marche di acqua minerale: una vistosa anomalia a fronte soprattutto delle difficolta’ crescenti dei consumatori a far quadrare i bilanci e di una maggiore attenzione verso i temi ambientali. (AGI)

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