CAPODANNO:SPUMANTE, ACQUISTI LAST MINUTE IN CRESCITA

(AGI) - Roma, 29 dic. - “Che non manchi una bottiglia di bollicine nazionali” si sentono dire gli enotecari e chi realizza i cesti come regali. Il calo di valore unitario e’ contingente alla situazione di crisi dei consumi: un orientamento ad andare incontro alle reali disponibilita’ del consumatore per favorire un consumo dedicato ai momenti di festa. Un consumatore molto piu’ attento di anni fa, un indagine di Ismea ha dimostrato che ci vogliono da 2 a 5 minuti per scegliere una bottiglia al Supermercato: meno al prezzo,piu’ attenzione alla identita’ e origine del prodotto. Si sceglie in base alle necessita’ personali e non per il costo e per il superato rapporto qualita’/prezzo che non risponde alle esigenze moderne e alla capacita’ di scelta. Difesa dell’origine e del made in Italy in ogni caso, del consumo misurato e nelle occasioni di massima sicurezza, attacco ai prodotti imitati e falsi come sta facendo il Ministero delle Politiche Agricole.

Negli ultimi giorni crescono nelle Coop e Iper con una media di 2,5 bottiglie gli acquisti per volta, piu’ al nord est e centro Italia che al sud e nelle isole. Piu’ richieste le tipologie”dolci e aromatico” che rappresentano 6 bottiglie ogni 10 acquistate; solo 1 bottiglia ogni 22 e’ estera. Un andamento che presuppone la vendita di circa 58 milioni di bottiglie per le insegne DO, pari a circa il 65% del totale. Ottimo l’andamento nei punti di confezionamento pacchi regalo: meno cesti, meno costosi e meno ricchi , ma sempre con almeno 1 bottiglia di spumante. Una impennata anche per i doni ai dipendenti: meno cene aziendali, ma piu’ bottiglie di spumanti e vini. Anche se la confezione piu’ gettonata resta la mono o due bottiglie miste: una brut e una dolce. Media della spesa fra 15 e 28 euro per la confezione di bollicine. Resta un cult l’aperitivo con le bollicine: fra i cenoni fuori casa nessuno rinuncia alle bollicine come aperitivo e con il dolce, dal Prosecco Conegliano Valdobbiadene all’Asti. Per cena il Franciacorta e il Trento doc sono i piu’ richiesti. In ogni caso vince il prodotto di casa, ovvero quello di territorio: ogni provincia italiana ha il suo spumante e in zona va a ruba.

“Il mercato mondiale - dice Giampietro Comolli, economista dei vini con bollicine e curatore dal 1990 dell’ Osservatorio Economico Mercati&Consumi - riconosce agli spumanti made in Italy un valore piu’ alto del passato e il prezzo piu’ equilibrato favorisce domanda e consumi. In Italia le bollicine si bevono in piu’ occasioni e rispondono a esigenze piu’ ampie per abitudini e costumi alimentari, meno alcolico, moderno, abbinabile con tutto e in ogni momento, crea allegria, e’ segno di convivialita’ e di frugalita’”. (AGI) Bru