ENOGASTRONOMIA: CITTA’ VINO-CENSIS, DECISIVO PUNTARE SU QUALITA’

(AGI) - Roma, 4 giu. - Il primo punto di forza e’ la qualita’ del prodotto base, ovvero il vino (per il 76% dei comuni), il secondo la qualita’ ambientale e paesaggistica (48,8%), il terzo le attrazioni turistico-culturali, storiche e archeologiche (28,1%), il quarto la forte caratterizzazione identitaria dei luoghi (24,8%), il quinto la possibilita’ di costruire itinerari turistici differenziati (18,6%), il sesto la tradizione e l’innovazione della cultura dell’accoglienza del Belpaese (14,9%), il settimo i collegamenti con le reti nazionali e internazionali (13,6%), l’ottavo la notorieta’ planetaria dei luoghi del Belpaese (12,8%), il nono il buon livello di diversificazione dell’offerta della ristorazione tricolore (12,8%) e il decimo la varieta’ del prodotto base (il vino italiano nelle sue piu’ diverse articolazioni, dai prodotti ottenuti dai moltissimi vitigni di antica coltivazione alle molteplici tipologie, per l’11,2% dei comuni interpellati).

Ma per migliorare ancora servono azioni concrete, che le Citta’ del Vino lanciano proprio dal Forum di Alberese, soprattutto per migliorare l’efficacia di strumenti fondamentali e non ancora al massimo delle loro potenzialita’, come le 154 Strade del Vino, non tutte ugualmente funzionanti ed efficienti: dalla creazione di una regia unica nazionale alla garanzia di standard minimi di qualita’ condivisi (che coinvolgano gli uffici turistici, l’accoglienza in cantina, la ristorazione e le strutture ricettive); dall’aggiornamento e formazione delle figure professionali alla riforma e al rifinanziamento della legge sulle Strade del Vino (268/99).

“Una carta di proposte operative - spiega il presidente di Citta’ del Vino Giampaolo Pioli - e’ cio’ che proponiamo di elaborare, per sottoporlo all’attenzione delle istituzioni, del Ministro del Turismo Michela Brambilla e dei ministeri competenti, delle regioni italiane. La frammentazione non aiuta e la mancanza di una politica nazionale sul turismo enogastronomico e’ evidente. Noi chiederemo proprio quegli indirizzi comuni attualmente assenti e, soprattutto, sostegni anche finanziari che non ci sono piu’”.(AGI)

Bru