MADRE E FRATELLO VICEMINISTRO SEGREGATI DA RAPINATORI A CATANIA
(AGI) - Catania, 23 lug. - “Mi hanno puntato la pistola in bocca e alla tempia, sono stati 20 minuti interminabili. Per prima cosa ho pensato a un rapimento, poi ho vissuto un momento terribile quando ho capito che era una rapina e che loro cercavano una cassaforte che in quella casa non esiste”. Questo il raconto di Giuseppe Urso, sequestrato assieme alla madre di 75 anni e a 3 amici stranieri, un’anziana inglese e due francesi in vacanza in Sicilia. “Per un momento -continua Giuseppe Urso- mi sono sentito intrappolato perche’ con la pistola in testa dovevo far capire ai rapinatori che quella cassaforte in casa non c’e’. Mi hanno picchiato, mi hanno dato schiaffoni e poi sono stati umani quando ho chiesto loro di non legare mia madre e la mia amica inglese, di 86 anni, perche’ tutte e due anziane. La mia mamma tra l’altro soffre di pressione alta e per lei e’ stato uno shock. Lo stress e’ stato molto forte ma grazie all’adrenalina abbiamo saputo reagire”. Giuseppe Urso ha anche riferito che i banditi erano in 4, parlavano italiano, erano molto bene organizzati, vestiti completamente di nero, a volto coperto e con guanti in pelle: dei professionisti. (AGI) Cli/Pa/Rap/Mzu