DOMESTICA IN VACANZA IN SARDEGNA CON SOLDI FURTO IN CASA TAORMINA

(AGI) - Roma, 29 lug. - Diceva agli amici di aver vinto al gratta e vinci e per questo aveva iniziato una nuova vita acquistando due attivita’ commerciali ma invece la donna, Ivana Santanastasi, di 49 anni, originaria di Anzio, aveva svaligiato l’abitazione romana del noto penalista Carlo Taormina dove aveva lavorato per un anno e mezzo come domestica.

La donna aveva trascorso anche una vacanza assieme alla sua famiglia in Sardegna nella localita’ Punta Rossa, dopo aver preso in affitto un aereo privato. Secondo gli investigatori il fratello della domestica si era occupato della ricettazione dei gioielli.

La donna e’ finita in manette su ordine del gip di Roma, Simonetta D’Alessandro su richiesta del pubblico ministero Simona Marrazza al termine delle indagini degli investigatori della squadra mobile della capitale diretti da Vittorio Rizzi. La donna e’ stata arrestata insieme al genero, Manuel Gubitosi, di 36 anni e il fratello Giuseppe Santanastasi di 54 anni, quest’ultimo gia’ noto alle forze dell’ordine come ricettatore. L’episodio era avvenuto il 28 maggio dell’anno scorso quando la donna, impiegata nell’abitazione di Taormina, nel quartiere Trastevere aveva allertato il 113 della polizia raccontando di essere stata rapinata da un individuo che l’aveva picchiata nell’ascensore della palazzina e poi costretta ad aprire la porta di casa. La donna aveva raccontato di essere stata anche legata e di essere riuscita a liberarsi da sola. Il racconto non ha convinto gli investigatori anche perche’ il presunto rapinatore ha aperto una cassaforte utilizzando il numero della combinazione ed era riuscito a trovare nell’abitazione la chiave per aprire il caveau. In tutto erano stati portati via tra contanti e preziosi circa 2 milioni di euro. Nel corso delle indagini gli investigatori hanno scoperto che la domestica, poi allontanata da casa Taormina a seguito di una lite, aveva problemi economici ed una banca aveva pignorato la sua abitazione. Qualche mese dopo il licenziamento la donna aveva istituito una societa’ e in poco tempo aveva acquistato due attivita’ commerciali di ristorazione nella provincia di Vicenza. Inoltre erano in corso delle trattative per l’acquisto di un autolavaggio sempre nel nord Italia.

Secondo quanto accertato sarebbe stata proprio la donna a carpire la combinazione della cassaforte per mettere a segno il colpo. Gli inquirenti hanno gia’ chiesto all’autorita’ giudiziaria il sequestro preventivo dei beni acquistati dalla domestica. (AGI) Red