PRODOTTI TIPICI: CASOLA CAPITALE DI ERBE E FRUTTI DIMENTICATI
Wednesday, May 23rd, 2007(AGI) - Roma, 23 mag - La lavanda in particolare e’ diventata un po’ il simbolo di Casola Valsenio tant’e’ che le e’ stata dedicata anche una strada: l’idea di percorrere a piedi, in auto, in bicicletta le vie di collina con il profumo della lavanda era sicuramente di grande interesse ed un sogno che si e’ coronato nel 1991. Lungo questa strada, ovviamente, si trova anche il Giardino delle Erbe. Per la giornata del 23 sono in programma visite guidate ai “lavandeti” accompagnati da esperti botanici che illustreranno le varie cultivar presenti nel giardino: dalla “lavanda vera”, la migliore, con spighe corte e piccole, al “lavandino o ibrido della lavanda” con ricca fioritura, spighe allungate, notevole sviluppo e ricco di canfora, per arrivare alla “lavanda spontanea” detta spigo ed al “lavandino ordinario” noto come “lavanda delle nonne”. Come da antica tradizione locale, alle 19 avverra’ la benedizione dello spigo della lavanda. Dal 6 luglio al 31 agosto, tutti i venerdi’ sera dalle ore 18 alle 24, il centro storico di Casola Valsenio ospita l’evento di punta dell’estate casolana, l’originale “MERCATINO SERALE DELLE ERBE”, giunto alla sua venticinquesima edizione. Si tratta di un’importante mostra-mercato, sicuramente unica nel panorama nazionale, di piante officinali e degli estratti utilizzati nella cosmesi, nella medicina e nella gastronomia.Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiu’ caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l’inverno. Salvati dall’estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti e di chi li vede per la prima volta, “LA FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI” ha come protagonisti tanti bei frutti dai nomi spesso originali: giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane e i marroni, simbolo dell’autunno. L’appuntamento e’ nel centro storico del paese il 20 e 21 ottobre. La ripresa d’interesse verso i frutti di un tempo e’ rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo nel corso della festa si svolge un concorso di marmellate e uno di liquori mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l’autunno la “Cucina ai frutti dimenticati”. Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo. Fra le ricette a base di questi frutti ricordiamo: la salsa di rovo e di gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i dessert con protagoniste le pere volpine, con le castagne, l’alkermes, il vino e il formaggio.(AGI)
Red/Ale
