(AGI) - 27 mar. - “In un momento di recessione come questo dobbiamo puntare su una carta vincente, cioe’ la nostra cultura. E dunque dobbiamo lavorare in questa direzione”. Mario Resca, ex amministratore delegato di Mc Donald’s Italia, ora consigliere per le politiche museali del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, preannuncia grandi novita’ in una dichiarazione all’AGI sulla gestione dei Beni Culturali. Resca e’ gia’ andato in missione a Berlino, dove ha incontrato il ministro della cultura e i responsabili dei musei tedeschi: “I nostri scambi con la Germania sono fiorenti e tornero’ li’ fra un mese e mezzo circa. L’Italia e’ per i tedeschi un paese amico, un paese per il quale nutrono una grande ammirazione”. “Tuttavia, allo stesso tempo - ha continuato Resca - trovano che il costo della vita nel nostro paese sia eccessivo, dagli alberghi ai ristoranti, motivo per il quale preferiscono altre mete come la Turchia, l’Egitto o la Spagna”. Ecco dunque tornare il tema del patrimonio culturale come investimento: “In Germania - afferma - il turismo culturale e’ in aumento, cosi’ come in altri paesi, dove rappresenta il 50/60% del turismo, mentre da noi arriva solo al 30/40%”. Il supermanager aggiunge quindi che intende seguire l’esempio del Louvre e del Guggenheim, che hanno gia’ stretto accordi con gli Emirati arabi per concedere capolavori in prestito e per lo sfruttamento del proprio marchio. “Ma i francesi e gli americani - ha precisato Resca - non sono gli unici ad aver esportato i loro musei all’estero. Infatti, oltre al Louvre e al Guggenheim, ora presenti ad Abu Dhabi, tre musei tedeschi - i musei statali di Berlino e Dresda e la pinacoteca di Monaco - hanno recentemente concluso un accordo con Dubai per il prestito delle loro opere. Manca quindi l’Italia. E il nostro paese potrebbe effettivamente mettersi in vista con queste operazioni, soprattutto in un momento difficile come questo”. Il consigliere di Bondi e’ quindi convinto che “bisogna comunicare di piu’, promuovere il paese e intervenire al piu’ presto su alcuni aspetti, come quello delle guide turistiche: “i tedeschi si sono lamentati del fatto che non possono portarsi delle proprie guide, perche’ esiste da noi una restrizione per cui possono esercitare la professione di guida turistica solo coloro che sono in possesso della licenza. Assurdo”. “Inoltre - prosegue Resca - trovano difficolta’ per i parcheggi, si lamentano degli scarsi collegamenti tra le varie citta’ d’arte e della congestione degli aeroporti”.(AGI) (AGI) - Roma, 27 mar. - Resca spiega di aver iniziato un dialogo con vari paesi: “sono stato negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia e abbiamo contatti anche col Giappone e la Cina. Una delle nostre strategie e’ l’internazionalizzazione, cioe’ creare contatti piu’ istituzionalizzati nei vari paesi per favorire il turismo. Dobbiamo fare piu’ incoming, quindi comunicare di piu’”. La sua ricetta per migliorare i musei parte dalla segnaletica: “molto spesso e’ difficile arrivare ai musei”. “Poi - ha continuato - gli orari di apertura devono essere in funzione di quelle che sono le esigenze dei nostri visitatori. Bisogna anche razionalizzare l’offerta museale: abbiamo musei dove ci sono piu’ dipendenti che visitatori”. Per la cronaca, confrontando i dati 2007 relativi all’affluenza nei musei e ai rispettivi introiti con quelli di altri paesi si deduce facilmente che l’Italia potrebbe ambire a risultati di gran lunga superiori. Nel nostro paese sono stati 34 milioni 443 mila i visitatori (paganti e non) nei musei, monumenti ed aree archeologiche nel corso del 2007: in Francia sono stati quasi 52 milioni, mentre in Germania sono arrivati a 75 milioni 341 mila. Dati poco entusiasmanti arrivano anche dal fronte degli introiti, che pur se raddoppiati dal 1996 al 2007, passando da 52 milioni di euro lordi a 106 milioni, sono comunque molto al di sotto dei numeri tedeschi e francesi. Escludendo i musei vaticani, che hanno comunque registrato 4 milioni 310 mila visitatori nel 2007, gli scavi di Pompei sono stati il sito piu’ visitato in Italia, con 2 milioni 545 mila entrate. A seguire gli Uffizi di Firenze con 1 milione 616 mila visitatori. Molto poco rispetto agli 8 milioni 222 mila ingressi del Louvre e agli oltre 5 milioni di Versailles.(AGI)
Red/Aaa