(AGI) - Bologna, 30 ott. - Dopo il meeting di gioved� scorso a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo, dove il Presidente della Commissione Agricoltura Paolo de Castro ha formalizzato la proposta di istituire l?Anno Europeo contro gli Sprechi alimentari, si concludono oggi a Bologna le prime Giornate europee contro lo spreco, promosse per iniziativa di Last Minute Market ? spin Off dell?Universit� di Bologna, con il patrocinio del Parlamento Europeo ? Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, in sinergia con Eni e Telecom Italia. A Palazzo D?Accursio � stato presentato in anteprima assoluta questa mattina il Libro Nero degli sprechi alimentari in Italia: un dossier a cura di Luca Falasconi e Andrea Segr� per Last Minute Market, frutto di uno screening estremamente dettagliato nelle maglie che compongono la catena agroalimentare, per capire quale e quanto cibo si trasforma ogni giorno in spreco, e per quali ragioni. I dati emersi dal Libro Nero annotano un diario davvero raccapricciante della catena di sprechi nell?industria, nell?agricoltura, nella distribuzione e nel consumo del nostro Paese: il 3% del PIL italiano, infatti, si perde negli sprechi alimentari, laddove la ricerca italiana, e quindi la speranza di innovazione del Paese valgono complessivamente l?1% del PIL. In agricoltura il valore complessivo dello spreco alimentare annuale ammonta a 3.761.821.536 euro e piu? del 3,3% della produzione agricola italiana resta in giacenza sul campo. Il valore dello spreco alimentare che deriva dalla produzione industriale ammonta a ben 1.841.827.000 euro. La sola carne sprecata in italia ogni anno ammonta ad un totale del 9% dello spreco totale (244.252 t): gestire come rifiuto la quantit� di carne sprecata ogni anno in italia vuol dire sprecare letteralmente poco pi� di 105 milioni di m3 di acqua, liberare poco pi� di 9,5 milione di t di anidride carbonica e depauperare le risorse di ben 7.920 ettari di terreno, necessari anche ad assorbire le emissioni associate a tale spreco. Sul piano degli sprechi della distribuzione alimentare, si attesta in ben 928.157.600 euro il valore dei prodotti alimentari ?scartati?, bench� ancora perfettamente edibili: con questa cifra - hanno calcolato gli esperti - si potrebbero sfamare 636.060 persone e ricavare 580.402.025 pasti in un anno. In Italia, complessivamente, prima che il cibo arrivi nei nostri piatti, se ne perde una quantita’ che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari di circa 44,5 milioni di abitanti, piu’ o meno la popolazione della Spagna. (AGI) Mir (Segue)