Visitare Campobasso: cosa vedere e luoghi di interesse

Tradizioni e sapori di una terra antica

Se sei amante della genuinità, di valori antichi che ormai si sono quasi persi, delle tradizioni, allora il Molise è la Regione che fa per te, stesa tra appennini e il mare Adriatico, ricca di verdi vallate in cui la natura ancora domina e di alture a variare il paesaggio e tra questa meravigliosa natura, una miriade di piccoli Borghi ricchi di testimonianze storiche, tutto vissuto con i tempi della terra, lontani dallo stress e dai ritmi frenetici delle grandi città.

Il Molise è conosciuto e frequentato dai turisti ma qui non si concentrano i grandi flussi turistici, siamo un po’ ai margini di questo ed è un peccato perché questa terra merita una maggiore valorizzazione. Il cuore di questa commistione di storia, cultura, tradizioni e natura è Campobasso, il Capoluogo della Regione.

Campobasso è la meta della visita ma molti altri borghi e piccoli centri che si attraversano per giungervi sono meritevoli di una visita come ad esempio lo sono Frosolone e Ferrazzano, a pochi Km dal Capoluogo e certamente tra i più frequentati ed apprezzati dai visitatori. Si giunge a Campobasso attraversando il cuore della Regione, colline e borghi da attraversare per giungere, infine, alla città dove si arriva nella sua parte nuova che si attraversa dirigendosi, invece, verso la parte storica.

A 700 metri circa sul livello del mare, il centro storico di Campobasso si presenta disposto a semicerchio, su un pendio di un’altura sulla quale sorge il Castello di Monforte che lo domina.

La visita di Campobasso

Nella visita della città non possiamo prescindere dal ricordo di terremoti antichi che nel corso dei Secoli hanno scosso e distrutto questa terra come anche le altre Regioni di questa parte dell’Italia, luogo a forte rischio sismico come hanno ricordato anche gli eventi più recenti;  questo lo riconosciamo nella prima tappa, la visita alla Cattedrale della Santissima Trinità che trae origine nei primi del ‘500 e distrutta dal devastante terremoto dell’inizio ‘800, poi ricostruita ma perdendo, nel 1860 la funzione di edificio religioso divenendo una caserma militare. Bisogna attendere il 1900 per vederla restituita alle sue funzioni originali ed ai fedeli e nel 1927 viene elevata al rango di Cattedrale.

La sua facciata è in stile neoclassico mentre all’interno la Cattedrale si divide in tre navate. Pregevole l’organo in legno di noce, un albero particolarmente diffuso in questa Regione, e la fonte Battesimale costruita in granito nel 1745. Restando nell’ambito religioso, meritevole di visita anche la Chiesa di Sant’Antonio Abate con il suo organo di fine seicento, la Chiesa di Santa Maria della Croce che fu sede della Confraternita dei Crociati e a chiesa romanica di San Leonardo con una splendida architettura da ammirare.

Una bella passeggiata in salita ti aspetta, per arrivare al Castello e mentre sali ti si presentano allo sguardo panoramiche sulla città che svelano la sua antica origine Longobarda Non esiste un castello senza una chiesa vicina, era d’obbligo in tempi medievali ed ecco la chiesa di San Giorgio che risale al X secolo e che custodisce all’interno interessanti affreschi del ‘300. Siamo dunque arrivati al Castello, Monumento Nazionale di forma quadrata che un tempo era dotata di torri laterali e di ponte levatoio.

Si apprezzano le finestrelle a ancora la sopravvissuta torre rettangolare che oggi ospita la Stazione meteo della città. Si possono osservare le merlature guelfe sopra alle mura e sopra all’ingresso lo stemma dei Monforte della quale famiglia un componente, Nicola II procedette al restauro del castello stesso, gravemente danneggiato dal tremendo terremoto del 1456

Nel Museo provinciale sannitico nel centro della città, potrai ammirare marmi, contesti funerari, bronzi, avori, ambre e ceramiche che ti parlano dell’antica storia dei Sanniti che abitavano in antichità questa zona. Molto altro hai da vedere a Campobasso ma concediti anche una pausa a favore dello stomaco, gustando un piatto di carne grigliata di capra ed agnello con un bicchiere di Biferno rosso, il vino di questa zona e per finire un bicchierino di nocino, il liquore tipico molisano.

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